In Italia tornano a salire i fumatori: triplicate le persone che usano le sigarette a tabacco riscaldato
Sono 12,4 milioni i fumatori presenti nel nostro Paese e rappresentano il 24,2% della popolazione. “L’aumento dei fumatori rilevato dal report è un segnale che desta preoccupazione e rispetto al quale è importante attivare azioni di prevenzione a partire dai più giovani per garantire una vita più lunga, con meno disabilità e qualitativamente migliore per noi e per chi ci vive accanto” ha dichiarato Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss

TRENTO. Quasi un italiano su quattro (il 24,2% della popolazione) è un fumatore. Stiamo parlando della percentuale più alta registrata dal 2006. Un dato a cui concorre anche l’aumento delle persone che fumano sigarette a tabacco riscaldato: 3,3% del 2022 rispetto al 1,1% del 2019.
Sono questi alcuni dei dati più significativi del report dell’Istituto Superiore di Sanità diffuso oggi in occasione della Giornata mondiale senza tabacco che sarà celebrata domani e promossa dall’Oms.
Più di una persona su tre (il 36,6%) considera meno dannose le sigarette con il tabacco riscaldato di quelle tradizionali con il minor rischio, sempre secondo le credenze delle persone, ad un ritorno al consumo di sigarette tradizionali (48,4% dei fumatori).
“Il dato di quest’anno – spiega Roberta Pacifici, responsabile del Centro Nazionale Dipendenze e Doping dell’Iss– ci conferma come la pandemia abbia significativamente influenzato le abitudini al consumo dei prodotti del tabacco e di nicotina degli italiani. I nuovi prodotti del tabacco e le e.cig si sono aggiunti al consumo delle sigarette tradizionali e i loro utilizzatori infatti sono quasi esclusivamente consumatori duali”. La falsa percezione di consumare prodotti meno o addirittura non nocivi per la salute e il sentirsi autorizzati ad utilizzarli in ogni luogo, continua la nota dell'Iss, in deroga alla legge Sirchia, stanno certamente incidendo sull’aumento del loro consumo.

Proprio domani, in occasione della Giornata mondiale senza tabacco, si terrà il ventiquattresimo convegno nazionale che ha lo scopo di approfondire la tematica proposta dall’Oms e di divulgare i dati del Rapporto sul fumo in Italia, dell’attività del Telefono Verde contro il Fumo e dell’attività di mappatura dei Centri Antifumo.
Ad oggi, l’introduzione sul mercato di prodotti alternativi alla sigaretta tradizionale (e-cig e sigarette al tabacco riscaldato) ed una legislazione non ancora adeguata ai nuovi scenari del mercato di questi prodotti, stanno rimettendo in discussione l’educazione al comportamento rispettoso nei confronti dei non fumatori.
“L’aumento dei fumatori rilevato dal report è un segnale che desta preoccupazione – dichiara Silvio Brusaferro, presidente dell’Iss – e rispetto al quale è importante attivare azioni di prevenzione a partire dai più giovani per garantire una vita più lunga, con meno disabilità e
qualitativamente migliore per noi e per chi ci vive accanto”.
I FUMATORI IN ITALIA
Sono 12,4 milioni i fumatori presenti nel nostro Paese e rappresentano il 24,2% della popolazione. Gli ex fumatori sono il 14,9% e i non fumatori il 60,9%.
La prevalenza più alta di fumatori di sesso maschile si registra nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 44 anni (42,9), mentre nella fascia d’età 45-64 anni si registra la prevalenza più alta tra le donne (24,5%). Tra gli uomini si registra anche la percentuale più alta di chi fuma più di 20 sigarette al giorno (25,6% rispetto al 13,4% delle donne).
Quasi la metà dei giovani fumatori nella fascia d’età 15-24 anni (49,8%) fuma meno di 9 sigarette al giorno, sebbene il 45,5% di essi consumi tra le 10 e le 19 sigarette al giorno. Si fumano in media 11,5 sigarette al giorno. Il consumo medio giornaliero di sigarette si
conferma in diminuzione, sebbene tale diminuzione consista di fatto nella riduzione di 2 sigarette in 10 anni (erano 13,6 sigarette/die nel 2011), con ancora il 20,4% di fumatori che consumano più di 20 sigarette al giorno.

Rispetto all’area geografica, la prevalenza di fumatori è più alta al Sud in entrambi i sessi: 32,6% negli uomini, 21,6% nelle donne.
Si fumano principalmente sigarette confezionate (84,9%) e sigarette fatte a mano (14,9%), sebbene queste percentuali siano in diminuzione rispetto a quanto registrato nel 2019, le sigarette fatte a mano sono significativamente più diffuse tra i giovani di sesso maschile e
residenti nelle regioni del Centro Italia.
E-CIG
In Italia gli utilizzatori abituali e occasionali di e-cig sono il 2,4% della popolazione, ovvero circa 1.200.000 persone.
Per quanto riguarda le sigarette a tabacco riscaldato (Htp), queste vengono utilizzate abitualmente o occasionalmente dal 3,3% della popolazione italiana, circa 1.700.000 persone. Il loro consumo è triplicato, passando dall’ 1,1% nel 2019 al 3,3% nel 2022.
FUMO PASSIVO
Consentire di fumare in casa ai propri ospiti è un comportamento fortemente correlato allo stato attuale di fumatore, infatti il 45% dei fumatori (erano il 48,9% nel 2019) non consente di far fumare all’interno della propria casa, il 75,4% degli ex-fumatori non lo consentono (erano il 74,9% nel 2019) e dei non fumatori l’83,5% (erano l’80,4% nel 2019).
Anche l’esposizione dei bambini al fumo passivo in casa scende: al 5,5% nel caso di ex-fumatori e al 4,7% dei non fumatori.
Smettere di fumare, la piattaforma dell’ISS e il Telefono Verde
Smettere di fumare rappresenta un cambiamento importante nella vita dei tabagisti e a volte possono essere necessari più tentativi prima di riuscirci. Per questo, la piattaforma “Smettodifumare” (https://smettodifumare.iss.it) offre la mappa geolocalizzata dei Centri Antifumo presenti sul territorio nazionale, fornendo indicazioni pratiche per un facile accesso e ospita la nuova Guida digitale Smetto di Fumare, uno strumento da leggere, compilare e personalizzare che fornisce consigli e strategie utili per abbandonare la sigaretta
e superare i momenti critici.
Telefono Verde Fumo
Dall’inizio della sua attività nel 2.000 il Telefono Verde contro il Fumo (TVF) 800 554088 ha preso in carico oltre 98 mila telefonate e nell’ultimo anno (1 maggio 2021- 30 aprile 2022) sono giunte al Servizio oltre 8.500 telefonate. Si chiama di più dal Nord (40% delle telefonate totali) poi dal Sud e dalle Isole (37%), ed infine dal Centro del Paese (23%). La maggior parte delle volte chi telefona è un fumatore (92%) ma ci sono anche le chiamate dei familiari e degli amici che chiedono aiuto per far smettere di fumare i propri cari (7%).
I fumatori che contattano il Servizio per il 65% sono maschi e per il 35% sono femmine e sono distribuiti in modo piuttosto omogeneo nelle diverse classi d’età senza importanti differenze di genere. Il 97% degli utenti che chiamano hanno saputo della conoscenza del Telefono Verde Fumo attraverso le avvertenze riportate sui pacchetti di sigarette.
Centri Antifumo
L’Iss si occupa annualmente del censimento dei Centri Antifumo su tutto il territorio nazionale e la distribuzione dei Centri Antifumo non risulta omogenea sul territorio nazionale: il 61% dei servizi si colloca al Nord, il 17% al Centro e il 22% al Sud e nelle Isole.
I Servizi offrono trattamenti integrati e per questo si avvalgono di differenti professionalità tra cui medici, infermieri professionali, psicologi. Ci sono diverse tipologie di intervento proposte per aiutare le persone che vogliono smettere e rispetto allo scorso anno, diminuisce la percentuale di infermieri che presta servizio nei centri antifumo, mentre aumenta il personale medico dedicato.














